Biodiversità nei parchi urbani, arrivano cince e scoiattoli «Ma attenti ai pappagalli»

Paola Brambilla (WWF): «Il verde deve essere gestito, altrimenti rischiamo che molte specie autoctone soccombano». L’intervento al webinar «Giardini Pubblici: importanza del verde nelle città del futuro» organizzato dall’associazione Milano Vapore

«Cince, pettirossi, assioli, gheppi, rondini, codirosso spazzacamino, civette e anche tanti scoiattoli. Nei urbani e nelle aree attorno alle città osserviamo una interessante biodiversità. A dirlo è Paola Brambilla, coordinatrice Comitato Giuridico WWF Italia, ospite del webinar di Milano Vapore «Giardini Pubblici: importanza del verde nelle città del futuro» organizzato dall’associazione Milano Vapore. «Il merito – spiega Brambilla – non è solo del lockdown, che comunque ha permesso alla fauna locale di avere la possibilità di godersi una stagione riproduttiva indisturbata. Oggi le città sono diventate ambienti più attrattivi rispetto alle aree peri-urbane pseudo agricole: c’è più cibo, non c’è caccia e il clima è più costante e meno rigido». Una buona notizia.

«Grazie alla biodiversità animale e vegetale – scrive l’Ispra – le aree verdi urbane giocano un ruolo sempre maggiore tanto per la sostenibilità ambientale delle città, quanto per la qualità della vita dei cittadini. Regolano il microclima, offrono spazi aperti per il benessere psico-fisico delle persone, costituiscono oasi di naturalità diffusa e habitat per specie vegetali e animali, garantiscono il regolare deflusso idrico riducendo il rischio di dissesti e rappresentano luoghi privilegiati per l’educazione ambientale delle future generazioni».

Ma non è tutto oro quello che luccica e non tutti gli animali sono positivi. Il parrocchetto, originario della parte sud-orientale del Sudamerica, insieme a quello dal collare (Psittacula krameri), è una specie di pappagallo stabilmente nidificante in Italia, se pur come specie esotica, ed è invasivo. «In Italia – spiega Brambilla – abbiamo censito 15 mila pappagalli in grado di riprodursi e costituiscono una minaccia per l’ecosistema locale. L’aumento dei pappagalli va a discapito del picchio maggiore, il picchio rosso e l’assiolo, che sono nostre specie autoctone. I pappagalli sono competitori con le nostre specie, portatori di malattie che si estendono ad altre specie e generano danni enormi all’agricoltura. C’è un grosso problema della gestione dei parchi anche in funzione della bio-diversità, ma è possibile rendere i parchi più amici di specie autoctono e più nemici di specie aggressive».

Da qui l’importanza di vigilare e di gestire i parchi in modo professionale e costante. «Il verde urbano va gestito – sostiene Brambilla – e negli ultimi anni c’è stata maggiore attenzione dei cittadini. Nel 2017 sono stati emanati dal ministero dell’Ambiente i criteri ambientali minimi per la progettazione, la gestione e la manutenzione che sono stati progettazione del verde. Criteri che sono stati aggiornati ad aprile 2020 con l’introduzione del partenariato pubblico-privato e il coinvolgimento dei cittadini. Cittadini che devono essere coinvolti anche nella progettazione (il cosiddetto «co-construction»).

«Nei tre parchi storici del Centro di Milano (Sempione, Indro Montanelli e Guastalla) – dichiara il presidente di Milano Vapore Gaimpaolo Berni Ferretti – c’è una partecipazione diretta nella manutenzione e nella pianificazione dei miglioramenti di cittadini, riuniti in associazioni. Questo fa pensare a un modello di gestione dei Giardini Pubblici più simile a quello di città come New York, gestiti da Fondazioni autonome con la partecipazione dei cittadini. I guardiani migliori del verde pubblico sono gli stessi city users e molto importante è l’affiancamento di esperti come il WWF».

di Fausta Chiesa

21 Febbraio 2021

(Fonte IL CORRIERE DELLA SERA)